mercoledì 3 ottobre 2007

Bbellarobbba!

Durante tre turni di volontariato al Parco Nazionale d'Abruzzo non sono mai riuscito a vedere gli orsi. Gli unici quelli del Centro: claudicanti, sequestrati a circhi o comunque non in grado di sopravvivere in natura. Nel 99 al Casone Antonucci ogni sera chiudevamo bene la stalla perchè Yoga si era ingolosita per l'immondizia e sfasciava i secchi nei paesi. Non si è avvicinata una solo volta. Hai voglia a fare appostamenti al fiume quasi di notte per beccarla: nulla. E neanche un lupo o una lince. Anche se puntualmente una coppia di anziani da Roma o una famiglia di fiorentini riferivano avvistamenti di plantigradi con cuccioli o attraversamenti di lupi. La fortuna maledetta del turista. Non serviva dormire al rifugio di Forca Resuni, dove i camosci si avvicinavano, o sorvegliare Valle Iannanghera e Val Fondillo. Mai niente.

E poi capitò di rivedersi tutti per fatti nostri e raggiungere il Lagovivo. Mentre gli altri passeggiavano tra i cavalli bradi ero rimasto sdraiato sul pendio al sole. Un certo momento mi accorsi di un cinghiale. Poco prima avevamo già visto una femmina con i piccoli, poco distante. Questo invece, appena uscito dal bosco, seppur in lontananza era chiaramente un maschio: massiccio e imponente. Più lo guardavo e più appariva grosso. E dalle movenze... Porc! Un orso! Cominciai a sbracciarmi verso gli altri che non mi vedevano. Urlavo mentalmente per attirare la loro attenzione ma non quella dell'orso. Ero cosciente dei pericoli ma... quanto avevo aspettato di vederne uno in libertà? Cominciai a strisciare nella sua direzione con la macchina fotografica. Ero eccitatissimo. Mi sembrava impossibile, timido come è, che continuasse a scendere lentamente, limitandosi a rivoltare i sassi per i vermi. Avevo il vento contrario, evidente non poteva sentire il mio odore. Con il palmo della mani schiacciai un grosso cardo secco. In un'altra occasione avrei urlato e pianto ma non in quella: ero insensibile al dolore. Gli altri intanto si accorsero che giocavo al marines e capirono. Cominciò un prudente accerchiamento. Arrivammo ad una ventina di metri forse. Emozionatissimi. Silenziosi ridevamo come bambini che combinano uno scherzo. L'orso non poteva non vederci ma non gliene importava nulla di noi. Solo ad un certo punto, quando credette che il tempo della nostra estasi era bastato, risparì nel bosco.

Un ricordo bellissimo. Dovrei cercare le foto che tengo da qualche parte.


Tre orsi morti in questi giorni. Avvelenati. E quelli uccisi in passato dai bracconieri non si contano.

1 commento:

Mara ha detto...

Mi viene da piangere.... :'(