mercoledì 19 settembre 2007

Quante volte riusciranno i nostri eroi...

10 aprile 2007, Monaco di Baviera. Quarti di finale di Champions League. Finite le rituali riunioni con Polizei, sicurezza, dirigenti calcistici e soprattutto dopo gli allenamenti si rimanda tutto al giorno dopo e si corre al pub. Non è tanto per la cena ma perchè il posto ha due maxischermi. Gioca la Roma in Inghilterra, e chi mi affianca, Grizzly, stazza da rugbysta e sveglio quando ce n'è bisogno, è giallorosso. Convinto. Molto.
Le notizie di scontri tra romanisti, hooligans e polizia sono già giunte: a Manchester non è serata di pace e sport.
Non c'è un posto nelle due sale. Nessuno è rimasto al primo boccale. L'impressione è di essere in territorio anglosassone. Non sappiamo ancora qual'è la percentuale pro o contro United. Noi siamo soli, entrambi allenati a captare la tensione: ce n'è. Spintonando arriviamo ad una botte con tre sedie, una occupata. Chiedo al tale se possiamo sederci e soprattutto se è inglese. Mi risponde d'essere lì perchè ama il calcio ma è un fan del Tottenham. E' già qualcosa. Ordiniamo delle rassicuranti salsicce con patate e birra, ci ricordano che siamo ancora in Germania.
La partita comincia. Il dubbio di quanti siano i sostenitori dei Red Devils e quanti solo curiosi permane. I cronisti accennano agli scontri ed agli arresti. Partono ululati rabbiosi contro gli italiani. Dopo 11 minuti il primo gol. E non è di Totti e compagni. La totalità dei presenti esulta. Tutti tranne due: noi. Supremazia dei rossi. Assoluta. Siamo finiti in un accanito club del Manchester United. E' come essere neri e nella sede di un Ku Klux Klan: meglio star buoni e soprattutto non togliere il cappuccio.
Altri gol. 3 in 7 minuti. Noi freddi. Il mio centurione è eroico, cheto al suo posto. Nell'euforia nessuno si accorge di noi perchè è così che vogliamo. Non arrivano sfottò e bicchieri, e quindi nessuna nostra reazione stizzosa. Non siamo lì per far risse. Lo sconsiglia anche lo scompenso di forze. Non saranno scouser o quelli del West Ham o del Millwall, ma pur sempre tanti e ubriachi.
Fine del primo tempo, 4-0: è il momento di andar via. La partita poi finirà 7-1. Il secondo tempo visto in albergo: "Devo soffrì fino alla fine". Ma poi si riesce per una birra e due chiacchiere in tranquillità. E poi a nanna: "Domani è da battaglia".
Fortunatamente non ci furono incidenti. La cosa ci convinse d'esser dei professionisti. Ogni tanto accenniamo a quel pub: fummo bravi e le botte rimasero in Gran Bretagna. Ma il rischio ci fù. Ma sappiamo di aver solo rimandato.

Ora a dormire: sveglia presto, forse domani sarà da battaglia.

1 commento:

Jollidicuori ha detto...

Certi film non li devo vedere.